Hai un negozio fisico che funziona bene. I clienti tornano, il passaparola lavora, gli affari vanno. Ma sai che potresti vendere anche a chi vive a 500 km di distanza. Il problema è: da dove si inizia?
L'e-commerce sembra un mondo complicato. Piattaforme, pagamenti, spedizioni, magazzino, resi. La buona notizia è che nel 2026 vendere online è più semplice e accessibile di quanto pensi.
Serve davvero Amazon per vendere online?
No. Amazon è un marketplace dove competi con milioni di venditori, paghi commissioni del 15% e non possiedi i dati dei tuoi clienti. Per un piccolo negozio, un e-commerce proprietario è quasi sempre la scelta migliore.
Con il tuo e-commerce: - Margini pieni: nessuna commissione al marketplace - Dati tuoi: email, preferenze, storico acquisti sono tuoi - Brand tuo: il cliente compra da te, non da un marketplace - Fidelizzazione: puoi costruire relazioni dirette
Come si inizia a vendere online con un piccolo negozio?
Per avviare un e-commerce servono quattro fasi concrete: selezionare i prodotti giusti, creare foto e descrizioni di qualità, configurare i pagamenti sicuri e organizzare le spedizioni. Non devi mettere tutto online dal primo giorno — inizia in piccolo e scala.
Fase 1: scegli cosa vendere online
Non devi mettere tutto il catalogo online dal giorno uno. Inizia con: - I 10-20 prodotti più venduti - Prodotti facili da spedire (dimensioni contenute, non fragili) - Prodotti con margine sufficiente a coprire spedizione e reso
Fase 2: fotografie e descrizioni
Ogni prodotto ha bisogno di: - 3-5 foto di qualità: sfondo bianco, dettagli, prodotto in uso - Descrizione che vende: non solo specifiche tecniche, ma benefici per il cliente - Prezzo chiaro: incluso o escluso di spedizione, senza sorprese al checkout
Fase 3: metodo di pagamento
L'Italia è ancora un paese dove il contrassegno funziona, ma la carta è ormai dominante. Stripe e PayPal coprono il 95% dei casi. Il pagamento deve essere sicuro (HTTPS, 3D Secure) e veloce (massimo 2 click dal carrello alla conferma).
Fase 4: spedizioni
Poste Italiane, BRT, GLS, DHL. Confronta i prezzi per il tuo tipo di prodotto. Un contratto con un corriere ti dà tariffe migliori rispetto al prezzo al pubblico. Per iniziare, anche Poste Delivery Business offre tariffe competitive.
Consiglio: offri la spedizione gratuita sopra una soglia (es. 49€). Aumenta il valore medio del carrello del 30%.
Quali sono gli errori da evitare con un e-commerce?
Gli errori più comuni che affossano un e-commerce nascente sono il checkout troppo complicato, l'assenza di una politica di reso chiara, le foto di bassa qualità e un sito non ottimizzato per dispositivi mobili. Evitarli significa partire già con un vantaggio competitivo.
Checkout complicato
Ogni campo in più nel checkout è un cliente perso. Nome, email, indirizzo, pagamento. Fine. Non chiedere data di nascita, codice fiscale o "come ci hai trovato" prima dell'acquisto. Un tasso di conversione alto dipende anche dalla semplicità del processo d'acquisto.
Niente politica di reso
Gli italiani sono diffidenti verso gli acquisti online. Una politica di reso chiara e generosa (14-30 giorni) aumenta le conversioni più di qualsiasi sconto.
Foto da smartphone
Le foto dei prodotti sono il tuo venditore online. Foto sfocate, buie o con lo sfondo disordinato urlano "amatoriale". Investi in foto professionali o impara le basi: luce naturale, sfondo pulito, angolazioni multiple.
Ignorare il mobile
Il 72% degli acquisti online in Italia avviene da smartphone. Se il tuo e-commerce non è perfetto su mobile, stai perdendo 7 clienti su 10.
Quanto costa un e-commerce per un piccolo negozio?
I costi reali nel 2026:
- Sviluppo sito: 1.500€ - 5.000€ (una tantum)
- Hosting: 15-50€/mese
- Dominio: 10-15€/anno
- Commissioni pagamento: 1.4% + 0.25€ per transazione (Stripe)
- Spedizioni: variabile per prodotto
Totale primo anno: circa 2.500-6.000€. Se vendi anche solo 10 prodotti in più al mese grazie all'online, l'investimento si ripaga nel primo trimestre.
